| Gino's profileQuando arriverà la felic...PhotosBlogLists | Help |
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May 25 Dove sei?Sdraiato sul letto, a una piazza sola, ma troppo vasto per me...l'unica cosa che abbraccio è questo inutile cuscino che dovrebbe confortare la mia testa, ma è troppo sottile...la mia testa è pesante...troppi pensieri la affollano......mi chiedo quando...quando?...quando?...quando tornerà da me una ragazza pronta ad amarmi?...una vera ragazza...sincera...con i suoi lati nascosti ma anche con le sue zone di luce...e ascolto questa canzone per aiutarmi a oltrepassare le alpi delle mie emozioni...
Come Back by Pearl Jam If I keep holding out,...will the light shine through?
e intanto un cappio sta oscillando dalla trave del soffitto... May 24 Mi credevo intelligente...Sono imbranato...la mia intelligenza ridotta non mi permette di capire quando una donna, una fanciulla, sia disposta a istaurare una relazione con me...forse è solo colpa della mia inesperienza...due ragazze in 6 anni non è da tutti (bisogna però dire che con la mia prima ragazza ci sono stato 5 anni)...ma i comportamenti dell'altro sesso mi portano sempre a fraintendere...quando credo una cosa, inevitabilmente se ne rivela un'altra...quante musate nel muro ho preso...e quante ne prenderò ancora...la paura di osare però mi accascia, mi distrugge, mi impedisce di riprovare...palesatemi le vostre intenzioni...purtoppo sono ebete e non riesco a leggere tra le righe dei vostri comportamenti...mi sorridi?...cerchi la mia vicinanza?...mi parli dolcemente?...mi faccio avanti...e cosa scopro?...che hai il ragazzo...perchè non riesco a capire?...mi credevo intelligente...eppure non lo sono... May 18 Le intermittenze del cuoreI tuoi baci erano così freschi Li percepisco ancora sulla pelle, Ma ora bruciano come acido Lasciano cicatrici su di me
Hai ancora il mio seme in corpo E già ne accogli dolcemente un altro Sei così brava ad aprire le cosce Che avrà trovato subito il paradiso
Ho una crisi di identità tra le gambe Non si ricorda a cosa può servire Era un’azione che gli piaceva fare Ma ha la memoria corta come se stesso
May 15 PercezioniE ho ritrovato il tuo profumo...inaspettatamente...in un cinema...è ancora familiare ai miei ricettori olfattivi ormai logorati da odori sempre uguali...non l'ho sentito arrivare, era silenzioso come un gatto, guardingo come un ladro... all'improvviso l'ho riconosciuto, ho percepito ogni sua più piccola molecola aggrapparsi ai fogli della mia memoria, sfogliarli, e indicare la pagina esatta del suo posto...sì...la tua pagina è ancora lì, rilegata da mani artigiane al libro dei ricordi...non è un foglio del calendario, non sei fuggevole come il tempo, ma come lui crudele e immateriale... May 12 Costatazione amichevole in La minoreSono una stella cadente, Ma non esaudisco desideri. E non riesco nemmeno A realizzare i miei.
Attraverso la città di notte, Guardo il vostro amore che dorme. Troppo spesso amore fa rima Con dolore e rancore.
Sei stata capace di trovare La tua strada e la verità, Al di là di te, il bene, Al di là di me, il male.
Sento le campane del mattino, Chiamano il sole al suo lavoro. È ora che vi debba lasciare. Dormite e sognate ancora un po’.
Sono una stella cadente Mano nella mano con se stessa
May 10 Vortice di amarezzeLa magia della donna, non è in quello che noi vediamo, in quello che il sole ogni giorno accarezza con dolcezza...ciò per cui la donna ci appare come una dea, come un statua di marmo vergine, è il loro sorriso nascosto, che solo a pochi eletti è dato di vedere...è un sorriso al quale tutti ambiscono, giardino di delizie e piaceri terreni...molte persone cercano di arrivarci...molte persone periscono nella loro missione, come cavalieri senza nome alla ricerca di un graal che non troveranno mai...non lo troverà mai chi non ha mai provato amore, chi non ha mai provato ad amare con tutto se stesso...perchè la donna è un velo sottilissimo, che può strapparsi al minimo abbraccio senza amore, e una volta spezzata, lei non ritorna, dice addio per sempre...si riformerà a chilometri di distanza, leggera, volatile, dolce, in attesa di un nuovo eroe degno di aprire i cancelli di quel luogo nascosto e privato di cui esse sono le guardiane...aspettano un eroe ferito che sia morto per amore e poi risorto a nuova vita, pronto ad amare e soffrire nuovamente...perchè l'amore è un vento spietato che ci avvolge con la sua voce, ci porta in alto, e poi giunti all'apice, ci abbandona facendoci precipitare giù, sempre più giù, fino a bere di nuovo il fango da cui ci aveva tolto... May 08 InconscioE ora è lì...colui che mi diede la vita...colui che inconsciamente mi ha gettato in pasto a questa esistenza feroce, fatta di delusioni, gioe, fallimenti, successi, tante cicatrici che deturpano il mio cuore, ricordi indelebili del mio passaggio in questa vita...e ora è lì, addormentato su un divano, mollemente adagiato su cuscini ormai troppo morbidi...e, mentre lo guardo, riconosco quella posizione, la stessa posizione in cui ero io quando ancora il sole non aveva colpito i miei occhi...l'osservo invecchiare ogni giorno di più, eppure, nell'incoscienza che lo avvolge durante il sonno, mio padre è più giovane di me May 03 Echi del passato...Un mattino, Saint-Loup mi confessò che aveva scritto a mia nonna per darle mie notizie e suggerirle l'idea, visto che tra Doncières e Parigi c'era un servizio telefonico, di chiacchierare con me. In breve, quel giorno stesso avrebbe dovuto chiamarmi al telefono, e lui mi consigliò di essere alla posta per le quattro meno un quarto. All'epoca il telefono non si usava così frequentemente come oggi. Tuttavia l'abitudine impiega così poco tempo a spogliare del loro mistero le forze sacre con le quali siamo in contatto che, non avendo avuto la comunicazione immediatamente, il solo pensiero che ebbi fu che era una cosa troppo lunga e scomoda, e quasi l'intenzione di sporgere reclamo: come ora accade a noi tutti, non trovavo abbastanza rapido a mio parere, nei suoi bruschi cambiamenti, l'ammirevole incantesimo in virtù del quale pochi istanti bastano perché appaia, accanto a noi, invisibile ma presente, la persona con cui vogliamo parlare e che, restando al suo tavolo, nella città in cui abita (per la nonna era Parigi), sotto un cielo differente dal nostro, con un tempo che non è necessariamente lo stesso, in mezzo a circostanze e preoccupazioni che ignoriamo e che questa persona sta per dirci, si trova di colpo trasportato a centinaia di leghe (lei e tutta l'atmosfera in cui resta immersa), vicino al nostro orecchio, nel momento in cui il nostro capriccio l'ha ordinato. E siamo come il personaggio di quel racconto a cui una maga, per averne espresso il desiderio, fa apparire, in un chiarore soprannaturale, la nonna o la fidanzata mentre sfogliano un libro, versano lacrime, raccolgono fiori, vicinissime allo spettatore e tuttavia lontanissime, nel luogo stesso in cui si trovano realmente. Perché questo miracolo si compia, dobbiamo solo avvicinare le labbra alla magica tavoletta e chiamare - qualche volta un po' troppo a lungo, lo ammetto - le Vergini Vigilatrici, la cui voce ascoltiamo ogni giorno senza mai conoscerne il volto, e che sono i nostri Angeli custodi nelle tenebre vertiginose di cui sorvegliano gelosamente le porte; le Onnipotenti, grazie alle quali gli assenti compaiono al nostro fianco, senza che sia permesso vederli; le Danaidi dell'invisibile che senza posa vuotano, colmano, si trasmettono le urne dei suoni; le ironiche Furie che, nel momento in cui mormoriamo una confidenza a un'amica, con la speranza che nessuno ci ascolti, ci gridano crudelmente: "Sono in ascolto"; le servitrici sempre irritate del Mistero, le ombrose sacerdotesse dell'Invisibile, le Signorine del telefono!...
Marcel Proust - "Alla ricerca del tempo perduto" May 02 Fottuta t*******aIl sapore della tristezza ha il gusto del sale, ha la luce della luna, ha il colore di una nuvola, ha la forma del tuo viso, ha il suono della tua voce, ha il calore del tuo abbraccio...mi sbranano i tuoi denti, che mostri quando mi sorridi...la pelle che mi riveste è verde, bacata...avrei bisogno di una nuova terapia, che mi dia la forza di strappare ogni microgrammo del tuo ricordo da questa scatola impolverata...in me c'è un'inquilina scomoda, che mi blocca sempre con i suoi inutili discorsi...si chiama timidezza...avrò la forza di sfrattarla? May 01 L'internazionale - 1° maggio 2006Compagni avanti, il gran Partito noi siamo dei lavorator. Rosso un fiore in petto ci è fiorito, una fede ci è nata in cuor. Noi non siamo più nell’officina, entro terra, nei campi, in mar la plebe sempre all’opra china senza ideali in cui sperar. Su, lottiamo! l’ideale nostro fine sarà l’Internazionale futura umanità.
Un gran stendardo al sol fiammante dinanzi a noi glorioso va, noi vogliam per esso siano infrante le catene alla libertà. Che giustizia alfin venga, vogliamo: non più servi, non più signor: fratelli tutti esser dobbiamo nella famiglia del lavor. Su, lottiamo! l’ideale nostro fine sarà l’Internazionale futura umanità.
Lottiam, lottiam, la terra sia di tutti uguale proprietà più nessuno nei campi dia l’opra ad altri che in ozio sta. E la macchina sia alleata, non nemica ai lavorator; così la vita rinnovata all’uom darà pace ed amor. Su, lottiamo! l’ideale nostro fine sarà l’Internazionale futura umanità.
Avanti, avanti, la vittoria è nostra e nostro è l’avvenir; più civile e giusta la storia un’altra era sta per aprir. Largo a noi, all’alta battaglia noi corriamo per l’Ideal: via, largo, noi siam la canaglia che lotta pel suo Germinal Su, lottiamo! l’ideale nostro fine sarà l’Internazionale futura umanità.
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