Gino's profileQuando arriverà la felic...PhotosBlogLists Tools Help

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    November 22

    Sorte di un commosso viaggiatore

    giorno infausto oggi...mi ero ripromesso di non prendere l'autobus nei giorni di mercato...così non fu...il destino o la malasorte (chiamatelo/a come volete) mi ha costretto a dover utilizzare il servizio di trasporto pubblico della mia città...dovete sapere che per due giorni alla settimana -per fortuna solo di mattina- il 4e/w, che percorre il tragitto da casa mia alla stazione passando dal centro cittadino, si trasforma in una trappola mortale per chi, come me stamani, deve recarsi in città per un appuntamento ed è obbligato a rispettare un orario...innanzitutto, il famigerato torpedone non arriva al momento giusto...o è in ritardo o è in anticipo...non presentarti alla fermata all'ora esatta, perché corri il rischio di aspettare un bel po'... dopo i suoi bei 10(dieci) minuti di ritardo, vedo arrivare in lontananza il simpatico automezzo...con un suono garrulo, saluta gli utenti in piedi alla fermata, innervositi dal ritardo...la fermata era popolata dal sottoscritto più altri due avventori, ignari quanto me del fatto che fosse mercoledì mattina...GIORNO DI MERCATO...mentre l'autobus continua ad avvicinarsi, spuntano lentamente da ogni dove, piccole persone imbacuccate nei loro cappotti, avvolte in morbide sciarpe, sorrette dai loro fidi bastoni...non riesci a capire da dove saltano fuori, ma inevitabilmente appaiono...sono i famigerati vecchietti, pronti a saccheggiare il mercato...dopo pochi secondi, una piccola folla di 13 persone si era accalcata davanti all'autobus, che si stava fermando davanti a noi, con un cigolio sinistro di freni finiti...e a questo punto realizzo che è il giorno sbagliato per muoversi...ci accingiamo a salire...ero ben contento di notare che il bus era alquanto vuoto, ma non appena faccio il gesto di mettere il piede sul gradino, vengo spostato quasi di peso da piccole mani grinzose, che con un semplice: "mi scusi sa, era tanto che aspettavo" si fa strada per raggiunger l'agognato posto a sedere...la folla unita e compatta di anziani si riversa sul veicolo sbuffante, che per l'occasione si trasforma in Gerontoforo...quando salgo io, il Gerontoforo è pieno in ogni sua parte...non più posti liberi ad accogliere i miei lombi, ma solo il vocio rumoroso e incontrollato e un forte odore di canfora...con qualche sobbalzo, il Gerontoforo comincia  a muoversi, e subito iniziano i lamenti..."autista! facci più piano!"..."ma come guida male stamani!"..."l'altra volta ci manca poco che ribaltavo"..."gesù gesù, aiutaci tu!"...come anime infernali tra supplizi atroci, ogni più piccola bocca produceva un lamento, pronunciato sottovoce, ma in modo che il povero autista potesse comprenderli...oh autista, gentile e inerme psicopompo, trasportatore di anime ingrate, ti ammiro per la freddezza con cui butti giù ogni rimostranza...ad un certo punto, un posto si libera...accenno a muovere il quadricipite destro verso di lui, ma repentinamente, come se non avesse bisogno del bastone che usa per muoversi, una vecchina mi sottrae il posto, e con un largo sorriso di finta riconoscenza mi apostrofa con un: "mi fanno male le gambe, giovanotto!"...una volta arrivato a destinazione, e dopo aver ottemperato ai miei impegni, il problema non si esaurisce al mio ritorno, dato che i vecchietti, che affollano il Gerontoforo sono armati non solo di bastoni ma anche di ingombranti buste della spesa…vengo ingoiato dal Gerontoforo e subito un muro di persone mi blocca l’entrata, poiché si sono fermati tutti in cima e nessuno di loro vuole scorrere più in fondo, dove il vuoto imperante accoglierebbe benissimo tutti…mi faccio strada a spintoni, perché la mia pazienza era ormai volata via con l’ultimo esile respiro…ad un certo punto, il panico…un esemplare si era scordato la busta con dentro la spesa sul Gerontoforo…immediatamente scatta la solidarietà che contraddistingue ogni più piccolo gruppo di animali…"oh gesù, s’è scordo la borsa"…"bisogna dinne all’autista"…"poverina, come fa ora?"…"scusi, autista? sénno scordati una borsa"…"ho visto chi l’ha làscia...marisa, ma quando mi son girata, un c’era già più"…scendo in preda al panico…sono quasi giunto a casa…rivedrò il mio letto…potrò parlare con te, mia amata…potrò urlare al cielo: i wanna die before i get old

    NdA: i dialoghi sono scritti in modo dialettale e con i tempi verbali sbagliati per ricreare l’atmosfera di sconcerto e alienazione percepita dal protagonista…
    November 05

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